Visitatori: 899
Le principali strategie di progettazone concettuale esistenti sono :
- Top-Down
- Bottom-Up
- Inside-Out
- Mista
In questa strategia lo schema concettuale viene prodotto mediante una serie di raffinamenti successivi, a partire da uno schema iniziale che descrive tutte le specifiche con pochi concetti molto astratti. Lo schema viene poi via via raffinato mediante opportune trasformazioni che aumentano il dettaglio dei vari concetti presenti.
Il vantaggio della strategia top-down è che il progettista può descrivere inizialmente tutte le specifiche dei dati trascurandone i dettagli; questi verranno esaminati, separatamente per ciascun concetto, in una fase successiva.
L’utilizzo di tale strategia è però possibile solo quando si possiede, sin dall’inizio, una visione globale ed astratta di tutte le componenti del sistema; ciò, tuttavia, è estremamente difficile quando l’applicazione che si sta costruendo presenta una certa complessità.
Questa strategia prevede che le specifiche iniziali siano suddivise in componenti via via sempre più piccoli, fino a quando queste non descrivono un frammento elementare della realtà di interesse. A questo punto, le varie componenti vengono rappresentate da semplici schemi concettuali che possono consistere anche in singoli concetti. I vari schemi così ottenuti vengono poi connessi, fino a giungere, attraverso una completa integrazione di tutte le componenti, allo schema concettuale finale.
A differenza della strategia Top-Down, in questo caso i vari concetti presenti nello schema finale vengono via via introdotti durante le varie fasi.
Il vantaggio della strategia Bottom-Up è che si adatta ad una decomposizione del problema in componenti più semplici, facilmente individuabili, il cui progetto può essere affrontato da progettisti diversi. Essa è, pertanto, particolarmente adatta per progetti di notevoli dimensioni, portati avanti, eventualmente, da più gruppi che collaborano.
Lo svantaggio di questa strategia è dovuto al fatto che richiede svariate fasi di integrazione degli schemi concettuali via via prodotti; ciò può comportare, nel caso di schemi complessi, svariate difficoltà.
Questa strategia può essere vista come un caso particolare della strategia Bottom-Up.
Si individuano inizialmente solo alcuni concetti importanti e poi si procede, a “macchia d’olio” a partire da questi. Più precisamente si rappresentano i concetti concettualmente più vicini a quelli iniziali, per poi muoversi verso quelli più lontani attraverso una “navigazione” tra le specifiche.
Tale strategia ha il vantaggio di non richiedere passi di integrazione. D’altro canto è necessario, di volta in volta, esaminare tutte le specifiche per individuare concetti non ancora rappresentati e descrivere questi nel dettaglio. Non è quindi possibile procedere per livelli di astrazione come avviene nella strategia Top-Down.
La strategia mista cerca di combinare i vantaggi della strategia Top-Down con quelli della strategia Bottom-Up.
Il progettista suddivide i requisiti in componenti separate, come nella strategia Bottom-Up, ma allo stesso tempo definisce uno schema scheletro contenente, a livello astratto, i concetti principali dell’applicazione. Tale schema fornisce una visione unitaria, sebbene astratta, dell’intero progetto e favorisce le fasi di integrazione degli schemi sviluppati separatamente.
Nel Prossimo Articolo faremo un esempio di Progettazione concettuale.

|